Notizie

Oggi, 18:00
meteo O-SO
16°C 13Km/h
Domani, 00:00
meteo S-SO
11°C 7Km/h
Domani, 06:00
meteo E-SE
14°C 5Km/h
Domani, 12:00
meteo O-SO
21°C 21Km/h
Domani, 18:00
meteo O
17°C 11Km/h
meteo O-SO
16°C 13Km/h
meteo O-SO
16°C 12Km/h
meteo SO
12°C 12Km/h
meteo SO
16°C 12Km/h
meteo O-SO
16°C 12Km/h
meteo O-SO
16°C 12Km/h
meteo O-SO
16°C 12Km/h
meteo O-SO
14°C 21Km/h
meteo O-SO
14°C 21Km/h

Paese

Dati Generali
Il paese di Ollastra Simaxis
Ollastra è un piccolo centro agricolo al confine tra la pianura del Campidano e la montagna che conduce verso la Sardegna più interna. Il suo territorio è particolarmente fertile e variegato, lungo la sua superficie scorre infatti il fiume Tirso. Il nome del paese deriva da "ollastu", gli innumerevoli olivi selvatici di cui è coperto il territorio. Tra le specialità del centro sono da segnalare la vernaccia e i dolci alle mandorle e al formaggio.
Il territorio di Ollastra Simaxis
Altitudine: 11/380 m
Superficie: 21,52 Kmq
Popolazione: 1274
Maschi: 635 - Femmine: 639
Numero di famiglie: 432
Densità di abitanti: 59,2 per Kmq
Farmacia: via Lamarmora, 64 - tel. 0783 409105
Guardia medica: tel. 0783 405201
Carabinieri: via Mameli, 20 - tel. 0783 405122

Storia

OLLASTRA-SIMAGIS [Ollasta Simaxis], villaggio della Sardegna, compreso già nel dipartimento Simagis del regno di Arborea, ed ora nel mandamento dello stesso nome della prefettura di Oristano.

La sua situazione geografica è nella latitudine 39° 56' 30", e nella longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0° 22' 30".

Siede nel piano sotto una piccola eminenza in distanza di circa un miglio dalla sponda sinistra del Tirso esposta al maestrale ponente e libeccio, e protetta alquanto da’ venti dell’altro semicircolo per il rilevamento del terreno a tre miglia o poco più dal suo sito, dove sentesi molto calda l’estate, e così tepido l’inverno, che sieno rarissimi gli anni che il terreno si copra d’un lieve strato di neve. Grande è l’umidità del-l’aria per il prossimo fiume e più ancora per la vicinanza d’una palude, e frequente la nebbia che troppo nuoce, massime nella primavera, a’ seminati. Le pioggie sono scarse anzichenò, le tempeste non frequenti; l’aria nelle stagioni estiva ed autunnale è insalubre.

La superficie territoriale si può ragguagliare a miglia quadrate 10, non compresavi la montagna detta di s. Martino, della quale i Domenicani del convento di s. Martino presso Oristano avevano il dominio diretto ed utile, per cui perceveano i diritti del pascolo e del seminerio da chiunque vi introducesse bestiame

o vi coltivasse alcun tratto di terreno.

Piano il territorio nelle altre parti è montuoso nella regione, che comprendesi sotto il nome della qui detta montagna di s. Martino, solcata da’ più valloni ed erta in più parti, principalmente in Sa Conca de Saramacu, in su Pizzu de Giuannipalma, in Sa Conca ladu, in sa Conca de Pajottu, in Is concas de Piramela, in Is concas de s’orgiu. Da su queste eminenze vedesi un orizzonte che a qualche parte, dove mancano alte opposizioni, si estende in lunghissimo raggio, sino alle montagne del Colostrai, e per lungo tratto sopra il mare sardo in là del golfo d’Oristano.

Nel piano non vedesi sorgere alcun’acqua, e bisogna scavare de’ pozzi; nella montagna sono aperte varie vene, ma nessuna notevole nè per copia, nè per particolar virtù.

Il Tirso, che indicammo assai prossimo al paese, scorre sul limite del territorio solamente per circa 3/4 di miglio, e nelle stagioni piovose è causa di gravissimo danno a’ coloni per le sue innondazioni, quando queste durano molti giorni, talvolta quindici ed anche venti, già che fan marcire le sommerse biade, massime quando troppo spesso si ripetono: e si ripetono non di rado dodici, diciassette volte (come nel 1832), e in alcuni anni più di venti.

Abbiamo pure indicata una palude, che gli ollastrini dicono stagno, e questo è un bacino che avrà un fondo di circa 30 starelli. Riempiesi dalla ridondanza del Tirso o della fiumana che dicono di s. Antonio, e non di rado vi si conserva l’acqua per tutto l’anno. Qui s’abbeverano gli animali e frequentano molte specie di acquatici, ma non si trovano, che in certi anni delle anguille che nel tempo della inondazione vi si fermarono.

I volatili si trovano in questo territorio di molte specie, e alcune assai numerose, fra le quali noterò le pernici e i passeri. Nella montagna sono daini e cinghiali, non però cervi.

La regione boscosa (comprendesi anche la montagna) può stimarsi estesa in superficie di mille starelli. Il fuoco e la scure hanno da molto distrutto i ghiandiferi, e sono in piccolo numero gli oleastri in altro tempo così frequenti in questi salti, da aver dato il nome al paese.

Popolazione. Si annoverano in Ollastra anime 718, distinte in maggiori, maschi 225, femmine 236; minori, maschi 130, femmine 127, distribuite in famiglie 175.

Il movimento della popolazione si indica nelle seguenti medie, nascite 35, morti 22, matrimonii 6.

Le malattie ordinarie sono infiammazioni di petto e febbri periodiche estive ed autunnali. Si vedono non rari i sessagenari, ma ben pochi possono approssimarsi agli 80 anni. Son curati da un flebotomo.

Degli ogliastrini 140 sono applicati all’agricoltura, 35 alla pastorizia, 10 a’ mestieri. Essi sono laboriosi, pacifici e religiosi.

Le donne tessono il lino in circa 120 telai, e comprano da altri paesi i tessuti di lana.

Alla scuola primaria non concorrono più di 6 fanciulli, e quelli che nel paese sappian leggere e scrivere non sono più di 16.

Agricoltura. Il terreno d’Ollastra non è in niente da meno che sia quello d’altra regione nel piano arborese, perchè ottimo a’ cereali, alle specie ortensi, alle viti, a’ fruttiferi e specialmente ulivi.

La quantità della seminagione è questa; starelli di frumento 600 poco più o meno, d’orzo 160, di fave e legumi 200. La produzione mediocre può determinarsi al 10 per i cereali, al 12 per le fave, al 20 per gli altri legumi. Di lino se ne semina tanto, che abbiasi di frutto circa 160 cantara, sufficiente materiale per il lavoro femminile. La coltura del canape è ancora assai ristretta e il prodotto non maggiore di cantare 12. La regione che appellano lodinas è ottima per quest’articolo.

In questo e in altri siti potrebbero venir bene i generi ortensi, ma gli ollastrini mostrano in questo particolare una gran negligenza. Solo nelle sponde della suindicata palude si piantano melloni, cocomeri, e altri pochi articoli.

Le vigne sono in due diversi regioni, e occupano poco terreno in uno ed altro. Il prodotto è proporzionatamente alla quantità de’ fondi non piccolo, ed è pure di gran bontà, principalmente quello che si ha dalle vigne che dicono de jossu. La vernaccia ollastrina non è meno stimata che sia quella di altri vigneti campidanesi. La vendemmia può dare le 1200 anfore (màrigas), delle quali nè una piccolissima parte si vende o si brucia per acquavite, perchè sono insufficienti al bisogno.

I fruttiferi sono in pochissime specie, e le più comuni mandorli, fichi, susini, olivi, i cui individui potranno sommare a 3500. Gli olivi non sono forse più di 1100 alberi.

La terza parte del terreno è distribuita in vari predi, o vigne, o cungiaus, come dicono i piccoli chiusi, a differenza delle tanche che sogliono essere d’un’area assai ampia. In quei piccoli chiusi si semina e si tiene a pastura il bestiame domito.

Pastorizia. Si educano dagli ollastrini le solite specie, e ciascuna ha ordinariamente tanti capi quanti qui si notano. Buoi per l’agricoltura 260, cavalli 90, majali 45, giumenti 200; quindi nel bestiame rude vacche 200, capre 1000, pecore 800, porci 300. Pascolano tutti ne’ salti del comune, eccettuati i buoi che nel tempo de’ lavori autunnali e nell’inverno sono alimentati di paglia e delle erbe de’ sunnotati cungiaus.

La quantità del formaggio basta appena al bisogno delle famiglie, e però non si fa commercio che di capi vivi, pelli, lana.

Religione. Ollastra è compresa nella diocesi di Oristano, ed è amministrata nelle cose spirituali da un prete, che ha il titolo di vicario ed ajutato da un altro sacerdote.

La chiesa parrocchiale ha per titolare s. Sebastiano; le filiali sono appellate una da s. Severo, l’altra da

s. Marco.

La festa principale è per s. Marco, alla quale concorrono molti da’ vicini paesi per la ricreazione de’ balli pubblici e lo spettacolo della corsa.

Il cimiterio trovasi all’estremità dell’abitato sulla piccola eminenza che abbiamo già indicata.

Nel salto a poco più d’un miglio di distanza dal paese sulla sponda del Tirso in un rialto di notevole elevazione è una cappella dedicata alla m. s. Vittoria, edifizio antico, ma molto piccolo.

Antichità. Restano le vestigia di sei nuraghi, e sono nominati, uno deis tres bias, n. de baccas, n. de is Pardis, n. de Molas, n. de… e n. de s. Orcu, del quale restano ancora non poche parti.

Vedonsi pure vestigia di antiche popolazioni in due siti, la prima alla distanza dal paese di circa tre miglia in Cabrilis intorno alla chiesa oggi distrutta di s. Pietro, nella quale non sono molti anni che andava il parroco con la confraternita, vi si portava processionalmente l’effigie del titolare, e si festeggiava; le altre sono nel salto appellato Perdolas, dove ora si fa seminagione.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Ollastra Simaxis
19 Gennaio: San Sebastiano
25 Aprile: San Marco
7 Luglio: San Costantino